3/8 SETTEMBRE 2019 - AUTOSCUOLE e IVA

I Parte

La Corte Giustizia 14 marzo 2019 (causa C-449/17) ha reso sentenza interpretativa sull'esenzione iva (art.132 Direttiva 2006/112) in riferimento all' attività di autoscuola esercitata in Germania concludendo che la nozione di <<insegnamento scolastico o universitario>> di cui all'articolo della Direttiva deve essere interpretata nel senso che essa non comprende l'insegnamento della guida automobilistica impartito da una scuola guida.

In seguito alla sentenza, l'Amministrazione Finanziaria italiana ha risposto (Risoluzione n. 79) in data 2 settembre 2019 a interpello posto da contribuente italiano per l'esenzione dall' iva delle prestazioni rese in attività didattica-formativa finalizzate al conseguimento delle patenti di guida. La conclusione della Ns Amministrazione Finanziaria è che la sentenza resa dalla Corte di Giustizia ha portata ex tunc per cui le suddette attività, sempre svolte in esenzione, sono così tassabili ai fini iva anche per il passato (entro i limiti della perenzione dei periodi di imposta).

La questione pone la riflessione se, prima ancora della portata ex tunc piuttosto che ex nunc (si rimanda alle questioni interpretative della giurisprudenza comunitaria)della sentenza interpretativa della Corte di Giustizia, la norma italiana di riferimento possa essere ritenuta davvero non conforme all'assetto interpretativo reso nella sentenza stessa.Perchè, il punto non è preso in esame dalla Risoluzione.

In effetti, la norma della legge tedesca e che è stata considerata dalla sentenza (cfr motivazione) risulta diversa da quella italiana. L'art. 123 D.Lgs 285/1992 definisce <<autoscuole>> le scuole per l'educazione stradale, l'istruzione e la formazione dei conducenti.   E, l'art. 10, n. 20) dpr 633/1972 (iva) dichiara esenti da iva << le prestazioni didattiche di ogni genere, anche per la formazione, l'aggiornamento, la riqualificazione, e riconversione professionale, rese da istituti o scuole riconosciuti da pubbliche amministrazioni (…).  Inoltre, la norma della Direttiva se letta nella sua interezza contempla l'esenzione iva in riferimento alle prestazioni per << l' educazione dell'infanzia e della gioventù, l'insegnamento scolastico o universitario, la formazione o la riqualificazione professionale nonché le prestazioni di servizi e le cessioni di beni con essi strettamente connessi >>.

Così, da un lato, la Ns norma fiscale si riferisce all'esenzione per le prestazioni didattiche di ogni genere, dall' altro, le autoscuole sono identificate con le scuole per l'educazione stradale.

Alla luce della evidente differenza normativa del Ns Stato, si renderebbe piuttosto opportuno un intervento legislativo specifico.

6 SETTEMBRE 2019- AUTOSCUOLE e IVA –  La domanda di interpello è stata un cavallo di troia per le famiglie e lavoratori italiani.

II Parte

Il caso generato sulle Autoscuole italiane si presta ad ulteriori osservazioni.

Da un lato, è per certo, stato improvvido l'interpello avanzato su un caso come quello in oggetto che interessa una categoria, perchè ha offerto all'Amministrazione di indicare una via la cui conclusione era peraltro scontata perchè le cose avvenivano senza un confronto generale. E, in precedenza si è messo in risalto come la stessa Risoluzione non affronti la portata della norma interna che disciplina e qualifica le Autoscuole italiane. Anche se, probabilmente, è stato lo stesso interpello a non affrontare la portata della norma italiana.Facendo sfruttare così la situazione che si presentava. Anche perchè in relazione alla materia e come regolata dalle leggi interne e interpretazioni spettava, dapprima, alla Amministrazione il compito di <<pensare>> diversamente le cose per il futuro e così in modo ordinato nell'interesse della categoria ma anche di se stessa (Circolare). O, meglio, nell'interesse generale. Tra l'altro la risoluzione, si ricorda, avrebbe portata dedicata alla proponente della domanda. Invece, ora se ne assiste, ad una estensione generale.

Poi, ancora, si legge nella Risoluzione che la via offerta per il versamento dell'iva per il passato avverrà senza applicazione di sanzioni. Ci mancherebbe. Anche perchè in una questione del genere è scontata la loro non applicazione.

Ma, ancora, indicare da parte dell'Amministrazione di recuperare in sede civilistica (rivalsa) l'iva dagli ex clienti delle Autoscuole, tradisce la norma italiana che chiama le stesse come << scuole per l'educazione stradale>> e rende buona pace verso le famiglie italiane che hanno sostenuto i loro figli (nella stragrande maggioranza dei casi- a parte i corsi di recupero punti che anch'essi tendono comunque all'educazione) a munirsi di patente auto.

Aspetti che la Risoluzione, si torna a sottolinearlo, non ha affrontato.

Di certo, una famiglia italiana che potrà essere oggetto di richiesta di iva su quanto già pagato in esenzione (come sarà riportato sulla ricevuta di pagamento rilasciata al momento dell'iscrizione del figlio) osserverà che poiché le Autoscuole sono <<scuole per l'educazione stradale>> si è fatta in realtà carico e responsabilmente dell' << educazione della gioventù>> che è espressione normativa indicata nella Direttiva ai fini dell'esenzione, tra altri elementi.

Così, le famiglie italiane potranno, altresì, essere onerate dei costi del doversi difendere dall'azione di rivalsa. Anche se si immagina che, forse, poche saranno le Autoscuole che, moralmente, si sentano di volerla attivare veramente.

Ecco perchè la la domanda di interpello è stata improvvida e perchè la Ns Amministrazione avrebbe dovuto affrontarla in un modo di certo più responsabile considerati i tanti aspetti sottostanti. Avuto riguardo per i lavoratori delle Autoscuole e per le Famiglie italiane. Che oggi sono potenzialmente onerati da un'imposta che per loro è solo un ulteriore aggravio in quanto colpisce il consumatore finale.

Di nuovo, quindi, si auspica un intervento legislativo affinchè sia affrontata veramente la questione se la norma italiana esistente sia invece in linea con la Direttiva europea. Quantomeno per il passato e nel senso di affermare che la norma italiana esistente al momento della sentenza è conforme alla Direttiva.Per gli assetti legislativi impositivi futuri ci dovrà essere un confronto generale.


7/8 settembre 2019- Autoscuole e IVA- Quali possibili rimedi contingenti? (Nuovo interpello e Regolamenti 127 bis e 144 Camera e Senato)

III Parte 

( Per un nuovo interpello)

La Risoluzione dettata dalla Amministrazione Finanziaria nel caso di specie, ed è già stato ricordato, ha una portata << con riferimento esclusivo alla questione oggetto dell'istanza e limitatamente al richiedente>> (art 11 cd Statuto Contribuente).

Perciò, se il caso sottoposto all'esame fosse stato accompagnato da domanda non contenente completezza degli elementi (ad esempio il riferimento alla norma italiana), come risulterebbe dalla risposta ricevuta che non accenna alla norma interna ai fini della comparazione con la sentenza Corte di Giustizia e Direttiva, nulla osta che possa essere fatto oggetto di nuovo interpello sul presupposto di una rappresentazione degli elementi che si manifesti completa e quindi diverso dal precedente.

Come a dire che, l'interpello reso è in realtà espressivo della considerazione di un caso dove la norma interna considerata è come fosse quella tedesca. Mentre, un nuovo interpello proporrebbe in esame la norma italiana di riferimento e un ben diverso quadro.

(Camera e Senato)

Quindi, la riflessione odierna è che un potere di rimedio è anche nella disponibilità di altri soggetti.Oltre al Legislatore il cui intervento è stato invocato sin dalle prime riflessioni.
Così, deve essere segnalato che nel procedimento avanti la Corte di Giustizia, il Governo Italiano ha reso <<osservazioni con conformi>> al dispositivo della Corte.
Ora, le sentenze della Corte di Giustizia sono trasmesse dal Governo (nella specie, 29 maggio 2019) alla Camera (art. 127 bis Regolamento) e al Senato (144 ter Regolamento) per il loro esame e per l'eventuale necessità di adempimenti e iniziative da parte delle Autorità nazionali indicandone i criteri informativi.Ciò avviene con l'assegnazione ad una Commissione parlamentare.

Non si sarebbe rinvenuto, che sia avvenuta, al momento, alcuna assegnazione.

Per tale aspetto di rilievo e organizzazione istituzionale sarebbe stato necessario che,quantomeno, la Ns Amministrazione Finanziaria si rimandasse all'attesa delle dette indicazioni.Avuto anche riguardo che la sentenza resa si riferisce all'insegnamento della guida automobilistica in una scuola guida quale quella di cui trattasi nel procedimento principale. Quasi anche a rimarcare una consapevolezza, seppure non espressa, di differenti legislazioni nei Paesi membri sulla qualifica delle Autoscuole.